giovedì

IL PARADISO E' QUAGGIU'...(5/13)



Sono stato via pochi giorni, quattro per precisione, sono stato da Edu, abbiamo passato il w.e. facendo passeggiate salutari sulla costa irlandese e mangiando cibo semplice.
Dopo aver camminammo per più di due ore tra piccoli sentieri e piante officinali, ci sedemmo su un vecchio muro in pietra, mentre ci riposavamo la temperatura era mite, il mare sotto di noi si confondeva con la linea dell'orizzonte, le rocce grigie e bronzo si inseguivano e si  intrecciavano per molti metri prima di raggiungere l'acqua così fredda e nordica, i gabbiani volavano rilassati e alleggeriti da un vento clemente... Edu, fissava il nulla di fronte a se, poi  spezzando il silenzio mi disse < sei sempre dell'idea di voler adottare un bambino?> ...< Più che mai > ... < forse potremmo farcela> aggiunse lui, poi sorrise con gli occhi e inspirò con il naso quell'aria pulita che sapeva di mare e foglie umide.

Che cosa stava succedendo? In Irlanda, questa terra dalle forti tradizioni cattoliche e con un governo di centro destra, il 14 Aprile 2013 la Convenzione Costituzionale, che è incaricata di proporre le eventuali riforme per aggiornare la Costituzione della Repubblica ha approvato – con il 79% dei voti a favore – la proposta di emendare la Costituzione stessa per introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Il matrimonio egualitario sarebbe così espressamente previsto nel testo della Costituzione. Per approvare un emendamento di questo genere però, è necessario il ricorso a un Referendum popolare.
La proposta sarà inviata al Governo e dibattuta dal Parlamento, quindi molto probabilmente sarà organizzato un Referendum e i cittadini irlandesi saranno chiamati ad esprimersi.
La nostra unione civile, avrebbe così identici diritti e doveri, un ulteriore passo verso l'uguaglianza che ci permetterà di dare una famiglia, dei nonni, dei cugini e una prospettiva di futuro migliore a uno dei tanti bambini abbandonati.

Lo stesso pomeriggio rincasati, accendo il pc e  leggendo i giornali, ho la triste e rozza conferma, che in Italia, siamo ancora in balia di alcuni  politici, che per accentrare voti e raschiare consensi continuano ad inveire  contro  "froci e negri", aizzando in piazze e scuole il loro piccolo esercito di “Odiatori” e strumentalizzando  quelle persone sempre pronte a giustificarli... il loro scopo è il potere e il controllo, il loro mezzo è appestare il già difficile e sofferente clima sociale e allontanare  la concreta ricerca di una qualità di vita; Tentano con ogni mezzo di sgretolare quel sogno  possibile che coviamo tutti, quello di arrivare un giorno ad una inevitabile, quanto auspicabile convivenza per tutti...  e con tutti.

Il paradiso è quaggiù, mentre respiriamo e viviamo. Dopo, si diventa un pugno di cenere e tutto è finito”    Luigi Capuana

...Se ti va di sapere come è nata la nostra esigenza di adottare, clicca qui :)

martedì

COME UN PERSONAGGIO DI WOODY ALLEN, ma gay.


Come molte persone che non hanno relazioni da molto tempo e si stanno avvicinando all'età critica, Roberto soffriva di solitudine, si vedeva dallo sguardo, anche se sorrideva.
Erano un paio di anni che non lo vedevamo, l'occasione fu il matrimonio di due nostri amici e così dopo la cerimonia ci ritrovammo al ristorante seduti allo stesso tavolo, parlammo degli sposi,  ci fece i complimenti per il nostro matrimonio e proseguimmo parlando di conoscenze comuni, poi gli chiesi se fosse fidanzato, a quel punto alzò gli occhi al cielo  e dopo un sospiro rispose più o meno così < Quando sei un gay, non particolarmente bello, non particolarmente ricco, non particolarmente brillante, insomma quando sei un uomo gay medio, cinquantenne e single da una vita, ti viene voglia di conoscere qualcuno, per esempio... vorrei smetterla di cucinare solo per me... appena sveglio vorrei dire “buongiorno” a qualcuno accanto a me, invece di aspettare di entrare in ufficio, cose così...quotidiane; Allora un giorno mi sono aperto tre profili sulle chat con tanto di foto, niente di porno, dopo qualche giorno mi contatta un tipo che sembrava carino, ci diamo un appuntamento, lo incontro....un mostro orribile, molto più brutto e molto più vecchio, aveva completamente ritoccato la foto, allora gli dico “ ma che senso ha spacciarti per chi non sei?” e me ne sono andato. Arrivato a casa ho chiuso i profili e ho deciso che se devo conoscere qualcuno, deve essere dal vivo, ho capito che funziono così... la mia analista sostiene che non so ricevere... sto facendo tutto un lavoro "sul ricevere", la mia ansia da prestazione mi fa sempre fare cose sbagliate; tipo essere precipitoso o coprire di attenzioni il tipo che mi piace... la mia analista mi dice che devo aspettare, vedere cosa viene verso la mia direzione e coglierne il movimento > … < quindi che hai deciso? > faccio io incuriosito... < ho deciso che continuo a fare quello che ho sempre fatto, in fondo in fondo da soli non si sta male, poi sono pigro e andare in palestra non mi va, non sono neanche competitivo e alla mia età non me la sento di espormi, se l'amore viene va bene, se l'amore non viene va bene uguale, mica siamo tutti nati per essere coppia, no? >...i suoi occhi erano rilassati il suo sguardo sereno, allora capii che quelle cose non le diceva a noi, ma a se stesso, diventare vecchi, meno attraenti e meno energici è inevitabile e quella tristezza che avevo intuito aleggiasse intorno a lui,  sarà stata probabilmente una breve fase dovuta al fatto che si trovava li a festeggiare un matrimonio che è proprio il simbolo del vivere in coppia. 
Quando raggiungi una età consistente, raggiungi anche delle piccole certezze,  diventi indulgente con le tue abitudini, assecondi i tuoi tempi e sopratutto puoi rimanere coerente con la tua vera immagine,  si comprende meglio che la vita è un percorso individuale dove tutti entriamo e usciamo dalle vite degli altri... così può accadere che fidanzarsi, trovare un compagno  e costruire insieme un ipotesi di futuro non rappresenta più una esigenza vitale e centrale... La sua analista ci aveva visto giusto, penso però che a certe conclusioni ci sarebbe potuta arrivare  anche una meno autorevole "vecchia di paese", perchè, buon senso e psicoanalisi spesso coincidono... è solo una questione di terminologie.

giovedì

LA LIBERAZIONE E NOI.

  • -Al parchetto sotto casa (abito al Quadraro), mentre ero gìù con il mio canetto Pedro, una anziana romana seduta ad una panchina, ricordava ai suoi due nipotini, di quando gli italiani  si sono liberati dall'oppressore, di quella volta che stanchi di vivere senza dignità, senza libertà di parola e azioni hanno cacciato via chi li costringeva a vivere così < Nonna che figata! Avete litigato con i cattivi> disse il nipotino più grande... i due bambini erano chiaramente africani, quei due bambini sono una ulteriore speranza per l'Italia e perciò, “Buona liberazione anche a loro!”.

  • -Per libertà s'intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un'azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto.

  • -Una frase che ormai per molti suona banale, perché  considerata buonista e demagogica “La mia libertà finisce dove comincia la vostra.” in molti in Italia ancora pensano che essere liberi significhi essere liberi di pensare e agire, come se la propria libertà fosse più libertà degli altri, a loro va ricordato che quella “frasetta” l'ha detta Martin Luther King... che per la libertà di un parte del popolo americano è stato ucciso.

  • - Penso ai miei genitori, che quel 25 Aprile erano bambini.. e di quanto una volta diventati adulti abbiano dimenticato la libertà dell'essere bambini e si sono arresi alla libertà suggerita.

  • - Penso ai miei nipoti senza sogni realizzabili e, a quanto per loro libertà significhi individualismo... pensiero comune anche fra molti adulti che insegnano con l'esempio, il disprezzo verso la delicatezza e la complessità di pensiero, il disprezzo verso i più deboli e nei luoghi comuni e banali del conflitto sociale, hanno messo radici velenose.

  • -E ora tocca 
a voi battervi 
gioventù del mondo; 
siate intransigenti 
sul dovere di amare. 
Ridete di coloro 
che vi parleranno di prudenza,
di convenienza, che
 vi consiglieranno 
di mantenere
 il giusto equilibrio.

 La più grande 
disgrazia che vi
 possa capitare 
e' di non essere
 utili a nessuno, 
e che la vostra 
vita non serva
 a niente.                                                                            R. Follerau

  • -Penso ai molti italiani come me, che in Italia non sono ancora liberi di sposarsi e autodeterminarsi...

  • - Per molti "Resistenza vuol dire dare agli altri la propria libertà".


martedì

N.Y. PER NOI.


Il posto migliore dove vedere Manhattan dall'alto è dal “Top of the Rock”
Fare una passeggiata per l'High Line (ex ferrovia convertita a giardino pensile), tra archeologia industriale e graffiti... è un po come camminare nella versione moderna del foro romano.
In un giorno di sole, sedersi ad un cafe in Central Park, prendere una limonata e contemplare lo skyline è rigenerante, se lo fai insieme ad un amico è anche divertente.
Farsi sorprendere dalla pioggia, mentre cammini per Chelsea e ripararsi in un bistrot per poi ordinare un bicchiere di vino rosso, fa tanto NY, ma se poi lo fai insieme alla persona che ami, diventerà un ricordo indelebile.
Sempre a Chelsea c'è il Paradise cafe, dove spesso prendevamo espresso e smoothies e il ragazzo ci chiedeva sempre < vi sono piaciuti?Perchè li preparo con tutto l'amore che posso> sopra il muro, dietro il bancone campeggiava una scritta"KARMA IS A BOOMERANG"...però pensandoci meglio, fa più San Francisco che NY.
Colazione a Times Square di domenica, prendere i biglietti a metà prezzo per un musical, chiacchierare seduti ad un tavolino, aspettando l'entrata per il matinèe.
Avere un amico che ci abita e vi porta alle serate giuste, è fondamentale per entrare nel mood della NY nightlife (grazie Tommy).
Il 95% delle afroamericane hanno  dei "sorprendenti" capelli lisci e setosi.
A Manhattan c'è una concentrazione di bone e boni, che se state passando un momento in cui vi sentite brutti, vi consigliamo di non andarci e di optare eventualmente per Fiuggi, almeno la sarete sicuramente se non tra i più belli, almeno tra i più giovani.
Nei bar e cafe, c'è spesso una selezione musicale Pan-pop, che va da Michael Jackson alla Hipsterdance, passando per il rock commerciale, ascoltano di tutto, senza snobismo...oppure ascoltano di tutto proprio perchè sono snob?
Nelle Subway, tra sedili di legno degli anni 40', rivestimenti in ceramica anni 30' e tralicci in ferro, vi diventerà chiara la differenza tra moderno e contemporaneo.
Da Balthazar troverete dei croissant così buoni che mangiandoli, vi sembrerà di stare a Parigi.
Sotto all'ex Plaza Hotel c'è un banchetto che fa dei pretzel così buoni che mangiandoli vi sembrerà di stare a Monaco.
La statua della libertà esteticamente sembra un travestito tozzo e infagottato da troppi drappeggi e quella mano poi...
A NY...continuano a costruire, buttano giù e tirano su di nuovo.
Camminare di notte, le strade bagnate, il fumo che esce dai tombini, le ombre delle scale di ferro che pendono dai palazzetti di mattoni rossi, lo sfondo di grattaceli illuminati, sentire solo il rumore dei propri passi...e nella tua testa inevitabilmente parte "Ascenseur pour l'echafaud" di Miles Davis
Mangiare il Pastrami da Delicatessen.
Abbiamo visto uno spettacolo di Drag Queen (all'' XL)... e sapevano ballare e cantare sul serio!!!
Andare al MET e passarci almeno cinque ore, andare al Guggenheim e passarci almeno due ore.
NY e un citta composta anche da tanti paesini e villaggi.
Il 70% di Chinatown puzza di pesce, ma è comunque incantevole.
Alcune zone della città sono brutte e trascurate....ma averle viste tante volte raccontate nei film, le rendono esteticamente suggestive.
E' vero a NY il 15% delle persone che incontri, sono inquietanti.

...e poi NY, non è America, NY è NY!



giovedì

DUE BAMBINE NEL 1941


Mia madre era una bambina delle case popolari e nonostante la guerra, il Natale venne lo stesso.
La sua famiglia era modesta e dignitosa e quella mattina del 25 dicembre del 1941, lei e gli altri 5 fratelli, sotto un finto alberello adornato da vecchie decorazioni, trovarono per ognuno di loro  un piccolo giocattolo di latta avvolto nella carta di giornale.

                         -La felicità esiste solo se condivisa-                                      
Il cortile era ampio, lastricato da sampietrini color pece e circondato da  palazzi di sette piani dalle strutture geometriche, impunturate da file di finestre tutte uguali, i bambini del condominio  riuniti in gruppetti si confrontavano i regalini preziosi di poco valore, giocavano e ridevano. Sui gradini del portone sedeva mia madre di otto anni, solitaria, racchiusa in un cappottino di lana dai colori grigi e lividi, come grigi e lividi erano i cieli di quella mattina romana; giocava con il suo regalo, due pentoline smaltate e usava i gradini come fossero un ripiano della cucina... < Posso giocare con te? > la mia  piccola mamma si girò e si trovò di fronte una bambina come lei, ma sporca e vestita di stracci, veniva sicuramente delle baracche la vicino, gente che in casa aveva il pavimento in terra battuta < No! > rispose decisa la mia piccola mamma, gelosa delle sue pentoline, la poverella rispose indispettita < A me Gesù bambino ha portato una palla, una macchinina, una bambola e una aranciaera evidente che mentiva < Non ci credo, sei così povera che non hai nemmeno il letto > la poverella tirò fuori dalla logora tasca del cappotto, un arancia, la fece rotolare a terra e disse < questa è la macchinina > poi la lanciò in aria e commentò < questa è la palla > infine la avvolse in un fazzoletto , l'avvicinò al petto e annunciò trionfante < ...e lei è la mia bambola!
 < è solo una arancia ammaccata > ribattè dura la mia piccola madre e continuò a giocare dandole le spalle, dopo qualche istante si girò ma era di nuovo sola.
Passarono molti anni, mia madre divenuta madre ripensò a quell'episodio, comprendendo, provò una sconfinata tenerezza.

lunedì

CACIO E PEPE ALLA SAINT PATRICK.


Introduzione.
Questo è stato il mio quinto Saint Patrick's day, un po di entusiasmo almeno per la novità sinceramente l'ho perso, però rimane una giornata super pop da passare con gli amici e con Edu.
Capitolo primo. La proposta.
Alla sfilata dei carri siamo arrivati tardi, pioveva (sai che novità a Dublin) e non ci andava di uscire, a Dame street  la via della parata, tra la folla ci aspettavano i nostri amici già alticci, ma non abbastanza.
...Infatti eccoci qua al The George antico e famoso pub gay, stipati che non riusciamo nemmeno a tenere le birre in mano, dopo il primo giro Rubina ci propone di andare al No name un posto hipster e un po stronzo, ottima scelta gli hipsters a Saint Patrick, lo sanno tutti, restano a casa, giocano a mikado, bevono infusi di frutti rossi e chardonnay e ascoltano Devendra Banhart.
Il locale era sufficientemente vuoto, si trattava di starci per un paio d'ore, magari nel frattempo passare pure al Front Lounge, dove le nostre amiche lesbiche sono di casa, tanto per aspettare che aprisse l'Andrews lane theatre, la serata electro che ci interessava sul serio, con un  dj della madonna che arrivava dall'altra parte del mondo... Ma il tempo nonostante le birre e il gossip becero, non passava mai, qualcuno accusava anche un po di fame e così Edu ha proposto < Ma, se venite da noi ? Vi cucino una cacio e pepe, beviamo un po di vino e poi usciamo > .
Capitolo secondo. E' solo social food.
Edu è bravissimo con la cacio e pepe, è il suo pezzo forte, poi il cacio è quello buono, preso da Fallon & Byrne, famoso per la sua selezione di formaggi internazionali.
Lo so qualcuno di voi penserà, i classici italiani all'estero...ma in fondo che male c'è?
Mentre Edu mantega gli spaghetti, aggiungendo il brodo...perchè è così che si fanno! Nel nostro piccolo salotto siamo in otto e tra musica alta, chiacchiere e risate, abbiamo già finito tre bottiglie di rosso, quando finalmente arriva la pasta, buonissima! ...certo un pò pesante da mangiare alle 10,30 di sera, ma comunque saporita, ricca e sopratutto tanta, due nostri amici non italiani era la prima volta che la assaggiavano e vedendo dai bis e tris, hanno gradito e poi più tardi ballando, avremmo smaltito tutto.
Capitolo terzo.  Le aspettative tradite.
Due ore dopo, ci troviamo in discoteca, abbioccati sui divani, non riusciamo nemmeno a ballare, nemmeno a muoverci...il dj ci piace tanto, ma se abbassasse un po il volume ci permetterebbe di dormire, al bar chiedo dell'acqua tonica liscia e la porto ai miei sventurati compagni di “cacio e pepe”, Edu si rende conto di quello che ha fatto e minimizza sarcastico  < Dai, vabbè , allora la prossima volta vi faccio un petto di pollo alla piastra con una fetta di limone spremuto, ok? >, qualcuno propone un brindisi, alziamo i bicchieri colmi di Schweppes e al faticoso grido < Happy Saint Patrick!!! > beviamo tutto di un fiato, dopo qualche istante un rutto collettivo, catartico, dal suono cupo e baritonale riecheggia nella lounge... e c'è perfino chi applaude!
Conclusione.
Usciti da li, percorremmo un breve tratto di strada fino ai taxi, facendo una gincana tra le vomitate e le pungenti e copiose pisciate, lasciate da chiunque.
...Perchè Saint Patrick's day, anche se è un giorno per celebrare la morte del santo romano/scozzese, nei secoli si è trasformato in una festa pagana, con carri, musica, birra e tutto il resto, un evento stile basso impero da far invidia a Caligola ...e a noi diverte così.
Note.
Il giorno dopo, eravamo tutti gonfi rallentati, pigri e con un alito pessimo, passammo la giornata sul divano guardando acriticamente qualsiasi cosa apparisse in tv.


martedì

TRA LA TERRA E L'INFINITO.



Rieccomi quà con la cintura allacciata il busto eretto, pronto all’ennesimo decollo.
Ritorno in Irlanda li c'è la mia seconda casa, li è dove vivo con il mio Edu.
Negli ultimi anni abbiamo vissuto divisi, io a Roma e lui a Dublino e  l'aereo è stato un po come per certi pendolari il treno.  Ed è  forse proprio per una forma di rifiuto a quella condizione precaria e instabile, che  ho sviluppato  una vera e propria paura del volo.
Lo so, statisticamente è il mezzo piu’ sicuro, pero’ è anche vero che se sei in auto e si rompe il motore o ti senti male puoi sempre accostare in una piazzola, mettere le quattro frecce e chiedere aiuto, se sei in aereo precipiti e basta.

…E’ questa idea del viaggio come percorso ineluttabile che mi spaventa, sospeso a svariati mila metri di altezza, tra la terra e l’infinito,  sono seduto solo con i miei pensieri e lo stato d’animo rispecchia esattamente la natura mistica e atea del dove mi trovo.

Il segnale si accende e l’hostess dal microfono ci avverte che stiamo passando in una zona di  turbolenza. Mantengo una calma apparente ma l’aereo inizia a tremare e a oscillare, a tremare e a oscillare sempre più forte, poi sobbalza e alcuni passegeri emettono piccole urla, poi perde  quota per alcuni secondi, poi riprende e sto male e mi immagino il momento dell’impatto al suolo, l'esplosione, le fiamme e tutto il resto. Osservo i volti disorientati e spaventati dei miei vicini di posto,  ho una paura fottuta e non è così che voglio morire, non è invasato dal terrore che me ne voglio andare, non è in questo modo che voglio scrivere la parola fine.
 Ho avuto una vita piena di cose belle e cose brutte, ho amato e amo e sono stato e sono amato, il senso della mia vita non lo determina la durata, ma la pienezza. Ho conosciuto la parola amore in tante sfaccettature, ho vissuto momenti cosi’ intensi che mentre ci ripenso  mi salgono le lacrime, depressioni cosi’ profonde da avere avuto voglia di morire sul serio e soprattutto, proprio quando ero lucidamente solo, ho trovato l’atra metà di me che ha  unito la terra al mio infinito.  Un altro scossone e sento una signora dietro di me piangere come una bambina,  mi inabisso nei miei ricordi che  prendendo forma  mi portano altrove fuori da li... Ora sono nitidi e colorati: Rivedo me e Edu  abbronzati e in moto sulle strade di terra battuta a Rodi, poi sul terrazzo di casa in una assolata estate romana,  ecco, vedo Edu mentre mi rincorre con la pompa dell’acqua e Pedro abbaia contento, io che lo risveglio con il caffè, Edu che mi tiene la mano stretta stretta mentre vengo ricoverato in ospedale... momenti che nell'urgenza ridiventano  preziosi, rimbalzano e mi distraggono, rimbalzano e mi allegeriscono.  Credo di non avere più paura di morire e neanche paura di lasciare, perchè se posso lasciare è la conferma  che ho avuto e forse più del necessario. Nel ventre di questo aereo barcollante, io resto seduto i miei occhi sono chiusi e ho un sorriso rilassato sulla faccia, le mie mani hanno smesso di sudare. Intorno a me  persone che a rallentatore si agitano e gridano, consapevoli che siamo tutti impotenti, consapevoli che stiamo tutti condividendo lo stesso destino; Si ora l'ho capito e’ cosi che voglio morire, è sorridendo e ringraziando la mia vita  che voglio cessare di esistere,  l'anziano signore di fianco a me stringe il mio braccio cercando conforto  e io la lascio fare...addio  Edu, addio unico amore mio.

La turbolenza è passata, la paura e l'imbarazzo pure, l’atterraggio è stato perfetto. 
Ho solo un bagaglio a mano, a passo svelto sorpasso i miei compagni di viaggio ancora frastornati, voglio solo uscire da li. 
Le porte scorrevoli si aprono  e c'è Edu ad aspettarmi.
 Il suo abbraccio preoccupato mi ha riconciliato con la terra, il suo bacio tenero con l'infinito e io, io  per questa volta continuo a vivere.