
Un pomeriggio, Eduardo mi aveva chiamato al telefono, dicendomi che alla cena ci avrebbe pensato lui; Così uscendo dall'ufficio, passò per il supermercato, e tornato a casa, dopo avermi baciato e fatto un pò di coccole a Pedro, si tolse la giacca preparò due bicchieri di rosso e brindammo, poi si mise ai fornelli.
Lo osservavo, lui mi sorrideva mentre girava l'insalata, c'éra musica di sottofondo, un odore di buon cibo, Pedro sdraiato sul cuscino che dormiva profondamente. Ero improvvisamente a disagio, tutto quello non mi apparteneva, mi feci serio, mi rivolsi a Edu e con tono asciutto e distaccato dissi < Edu, io non me la sento, è successo tutto così velocemente, forse non voglio tutto questo, magari è meglio se ci vediamo ogni tanto per fare qualcosa insieme, eh?, Che ne dici? >, ecco lo avevo detto! Ora avrebbe posato mesotoli e pentole e serenamente, mi avrebbe dato ragione, avremmo cenato e poi ognuno a casa sua, come è normale che sia. Edu infatti posò mestoli e pentole, mi poggiò una mano sulla spalla e fissandomi, aggrotto le sopraciglia, degludì e mi rispose con un tono a tratti ironico <... Ma te la stai tirando con me? Ancora non lo hai capito? Sono io l'uomo della tua vita, dammi un altro po' di tempo per dimostrartelo, le cose non devono andare sempre come ce le immaginiamo, a volte possono andare anche meglio >. Con uno sforzo di fantasia, vedevo questa situazione dal di fuori, visualizzavo due uomini, uno pieno di energia propositiva e stimolante, e poi io, indurito e timoroso, uno di quelli che io stesso avrei definito l'uomo Sabbia mobile (i peggiori !), ora era chiaro...mi stavo odiando e pure un po' compatendo, dovevo rompere quel sinistro'incatesimo, dovevo fare qualcosa... io iniziavo ad amare Eduardo, la sua autenticità, la sua allegria, così simile alla mia e sopratutto iniziavo ad amare il suo corpo, quei piedi spigolosi e quel naso arabo e tutto il resto.
Tornai a guardarlo, era li che aspettava una mia reazione, in quel preciso momento intuii cosa la mia vita mi stava chiedendo di fare, era la vita che mi comandava e io umilmente ubbidivo
...mandai a 'fanculo, l'uomo sabbia mobile e poi qualcosa nello spazio scuro della mia mente iniziò a lampeggiare, esattamamente con una insegna al neon, visualizai una parola, prima sfocata, poi sempre più nitida e brillante, una parola tanto semplice, ma difficile e complessa nello stesso tempo, una parola che aveva il sapore di una piccola vittoria.. LEGGEREZZA ; Prepotente, campeggiava come Hollywood a L.A., la leggevo, lettera per lettera, ero io che l'avevo composta, L.E.G.G.E.R.E.Z.Z.A ... è lasciarsi innalzare, darsi una possibiltà di volo, togliersi le zavorre, correre fino al precipizio e accorgersi che dopo, non c'è caduta, ma un vento caldo e ascensionale, che ti porta ancora più in alto, e comprendi li, sospeso nella atmosfera, che c'è un inizio e una fine per tutte le cose, c'è stato un primo giorno in cui ho incrociato gli occhi luminosi di Edu e ci sarà un ultimo giorno, quando chiudendo i miei, non vedrò più i suoi.
Vivere in un tempo finito, dove tutto è vita e tutto è morte, mi dava la misura di tutte le cose, l'amore per Eduardo mi segnava la via ...,sospirai e sereno, pacato e appagato, dissi <... Si, basta con tutte queste pippe mentali e sopratutto non intendo rovinare questa magnifica cenetta! >; alzai il volume dello stereo, presi le sue mani e iniziai a ballare una specie di tango figurato, poi cenammo, ci scolammo due bottiglie di rosso e facemmo l'amore tutta la notte...o almeno mi è sembrato, il risveglio fu anche meglio, doccia insieme (è bello farsi insaponare la schiena) e poi un caffè forte e caldo e giù a portare Pedro a fare pipì, chiacchierando dei progetti della giornata, così, normalmente.
Tornai a guardarlo, era li che aspettava una mia reazione, in quel preciso momento intuii cosa la mia vita mi stava chiedendo di fare, era la vita che mi comandava e io umilmente ubbidivo
...mandai a 'fanculo, l'uomo sabbia mobile e poi qualcosa nello spazio scuro della mia mente iniziò a lampeggiare, esattamamente con una insegna al neon, visualizai una parola, prima sfocata, poi sempre più nitida e brillante, una parola tanto semplice, ma difficile e complessa nello stesso tempo, una parola che aveva il sapore di una piccola vittoria.. LEGGEREZZA ; Prepotente, campeggiava come Hollywood a L.A., la leggevo, lettera per lettera, ero io che l'avevo composta, L.E.G.G.E.R.E.Z.Z.A ... è lasciarsi innalzare, darsi una possibiltà di volo, togliersi le zavorre, correre fino al precipizio e accorgersi che dopo, non c'è caduta, ma un vento caldo e ascensionale, che ti porta ancora più in alto, e comprendi li, sospeso nella atmosfera, che c'è un inizio e una fine per tutte le cose, c'è stato un primo giorno in cui ho incrociato gli occhi luminosi di Edu e ci sarà un ultimo giorno, quando chiudendo i miei, non vedrò più i suoi.
Vivere in un tempo finito, dove tutto è vita e tutto è morte, mi dava la misura di tutte le cose, l'amore per Eduardo mi segnava la via ...,sospirai e sereno, pacato e appagato, dissi <... Si, basta con tutte queste pippe mentali e sopratutto non intendo rovinare questa magnifica cenetta! >; alzai il volume dello stereo, presi le sue mani e iniziai a ballare una specie di tango figurato, poi cenammo, ci scolammo due bottiglie di rosso e facemmo l'amore tutta la notte...o almeno mi è sembrato, il risveglio fu anche meglio, doccia insieme (è bello farsi insaponare la schiena) e poi un caffè forte e caldo e giù a portare Pedro a fare pipì, chiacchierando dei progetti della giornata, così, normalmente.
Quel giorno, fu un giorno Rock'n'Roll, il cuore era una batteria, il sangue una chittarra elettrica, intorno a noi colori saturi e brillanti e i baci sulla bocca, raggi laser.
La nostra vita condivisa, aveva ufficialmente inizio...