giovedì

IL COMING -OUT DI EDUARDO 2°parte. febbraio 2006

Ecco, Edu lo aveva appena detto, i genitori avevano saputo come stavano veramente le cose, adesso tutte le idee, le supposizioni, le mezze parole, i fraintendimenti, le bugie, le tensioni, i discorsi pilotati verso il niente, avevano trovato la giusta collocazione e il loro contenitore; la Verità... si lo so enfatizzare la Verità con la V maiuscola, fa tanto “colpo di teatro”, ma un piccolo dramma familiare, di fatto si era appena consumato. Senza scomodare Pirandello posso affermare con certezza che l'attore principale, smettendo di recitare il proprio ruolo, aveva creato scompiglio e confusione nel resto della compagnia... chiara la metafora ?
Se per molti omosessuali l'accettazione della propria natura, passa per il rifiuto, l'elaborazione, il travaglio e solo alla fine, appunto c'è l'accettazione; perchè dovrebbe essere diverso per i nostri genitori? Loro, che come noi, sono cresciuti in una cultura eterosessuale, con riferimenti etrosessuali, come noi, non sono stati abituati a vedere due uomini che si baciano per strada o (come succederà poi) vedere il proprio figlio che si sposa con il figlio di qualcun'altro, anche per loro, come lo è stato per molti di noi, la prima rezione e quasi sempre il rifiuto.
Comunque Edu stava tornando a casa e io lo stavo aspettando per consolarlo e confortarlo. Pedro inizia a scodinzolare e si avvicina alla porta, Edu è arrivato.
<Non è andata come mi aspettavo... non è andata proprio>, la curvatura delle spalle, la piega della bocca e quegli occhi, cosi spenti e languidi, erano più chiari ed esaustivi di qualsiasi discorso ad effetto.
Mi ricordo, eravamo sul divano, io seduto e lui con la testa appoggiata sulle mie gambe e Pedro sdraiato sulle sue, avevo messo un po di jazz, basso basso, tanto per smorzare la tensione delle pause e dei silenzi, in quella posizione, quasi da studio di psicanalisi, iniziò ad aprirsi.
Inaspettatamente mio padre è stato il più comprensivo, mi ha detto che il dispacere più grande è stato quello di non essermi stato vicino in questo periodo così duro per il mio percorso, mentre lo diceva, il cuore mi è arrivato alle stelle e ho pensato ..è fatta!!! Mi giro verso mia madre ….e invece di ritrovarla, al suo posto c'èra una sfinge, pietrificata e fredda, che con tono neutro mi ha detto : non posso accettarlo, è contrario alla mia religione, capitolo chiuso.>

Parlando con Edu, mi ricordai che anche a mio padre, quando glie lo dissi eravamo in macchina, la prima reazione fu, <Ma che vai con gli uomini? Ammazza che schifo!>,  con le mani rigide sul volante e il volto pallido, non mi rivolse la parola per tutto il tragitto, anche io in quel momento pensavo di non avere più un padre e anche il mio amato padre in quel momento pensava di non avere più suo figlio.
Il lavoro grosso, è demolire i preconcetti, è far comprendere che non esiste una categoria, quella dei froci, ma esiste una sola categoria, quella umana, composta da un pò di tutto, trasversalmente e che etichette come etero, omo, trans, intersex e bisex, (sicuramente dimentico qualcuno) sono classificazioni che vanno bene per studi sociologici e per articoli di giornale, ma che quando si tratta di te, della tua famiglia, dell'amore che tu hai per loro e loro per te...tutto questo dividere, ragruppare, omologare, perde di significato. Davanti ai ricordi delle vacanze, al primo dentino perso, al primo giorno che impari ad andare in bici senza rotelle, davanti a l'autoscatto fatto a pasquetta, mentre siamo uniti in un unico abbraccio, stretto stretto per entrare nell'inquadratura...è davanti a quel album di famiglia, che dobbiamo zittirci, perché è lui che parla per tutti noi, sia gli arrabbiati che i delusi dovrebbero delicatamente, intimamente, rivolgersi a “L'album di famiglia” è quello il nostro personale libro sacro...e ogni famiglia ne ha uno.

I mesi passavano, Edu ovviamente continuava a vedere i suoi genitori e sempre più spesso parlava di noi, anche se ancora non mi volevano conoscere, era chiaro che quel rosso acceso che c'èra dell'inizio, cosi penetrante e insostenibile, era destinato a sfumare in un rosa decisamente più rilassante.

Dopo un primo rifiuto, aiutata e sostenuta dal marito, dalla figlia e dal figlio (Edu),  iniziò una lenta ma continua elaborazione, poi ricodificò l'immagine del figlio, che le ha dato e le da tantissime soddisfazioni e della propria, che è stata ed è un madre premurosa e presente; Così  dopo un lungo e sofferto travaglio,  concluse questo faticoso periodo nel modo più semplice e nobile...  arrendendosi a l'amore.

Pochi giorni prima di un natale, mi vollero conoscere, ci incontrammo in un campo neutro, un bar del centro, era un caldo pomeriggio invernale, seduti all'aperto bevavamo spritz e mangiavamo salatini, mentre io e mia suocera ci scrutavamo, Edu e suo padre erano già coalizzati per chiudere questo capitolo, parlammo di cose ordinarie, parlammo cordialmente, parlammo per conoscerci e sopratutto, perché amavamo Edu e Edu amava noi.
Ci alzammo da quelle sedie con un senso di benessere, allegeriti e inaspetatamente allegri. Io e Ines, nel momento dei saluti, ci stringemmo le mani più del necessario,  poi ci fissammo negli occhi e in quello sguardo tenero e un po timido, non c'èra nulla della sfinge algida e lapidaria dei mesi precedenti, le sue mani erano calde e accoglienti, <Alessandro, il venticinque per favore tieniti libero, vorremmo che ci fossi anche tu al nostro pranzo di natale>, poi mi diede un bacio sulla guancia.
Il tempo passa e nel loro album di famiglia, tra le foto di gruppo, ora ci sono anche io, eccoci li,
stretti stretti, per entrare tutti insieme nell'inquadratura, uniti in un unico ricordo... il nostro.

Per la 1°parte,  Clicca quì

6 commenti:

  1. Molto bello ed emozionante il tuo racconto. Tra l'altro hai un modo di scrivere molto piacevole.
    Il mio coming out è andato meglio del vostro. Magari prima o poi lo descriverò nel mio blog.

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  2. Mi sono commossa, sto piangendo e non è da me. Pochissime cose che ho letto nella mia vita scritto da altre persone (e di solito sono cose costruite nelle case editrici per far colpo) mi hanno fatto commuovere e mi hanno colpito tanto.
    Siete stupendi. Solo questo. Rispecchiate molto me e la mia compagna.

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    1. Lucia...leggo il tuo commento e sono onorato, siamo onorati, di rispecchiare anche te e la tua compagna, questa universalità di sentimenti commuove anche me.... grazie profondamente gtazie

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  3. Ho scoperto questo meraviglioso blog da poco tramite un articolo di Lezpop che parlava di "Same Love" quindi DOPPIAMENTE COMPLIMENTI!
    Mi scalda il cuore leggere queste cose e per qualcuno che, come me, non ha ancora trovato la forza di esporsi é davvero un qualcosa di positivo!

    Grazie.

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    1. Grazie my friend....e tira fuori la forza, perchè il meglio deve ancora avvenire....garantito ! :)

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