
Che gli Irlandesi (specialmente i Dubliners) siano degli edonisti è appurato: bevono, mangiano e si divertono come se non ci fosse un domani e l' Equality Day potrebbe rivelarsi l'ennesima buona occasione per fare bisboccia. Ma è sopratutto il rivendicare il diritto di una società a rigenerarsi e di capire e assorbire i mutamenti sociali in atto, quando questi comprendono valori umanamente riconosciuti. Un giorno per ricordare che siamo tutti uguali, perché siamo tutti diversi, perché siamo tutti uguali nella nostra unicità.
Restando in tema di matrimoni civili, qui a Dublino proprio l'altro giorno i nostri vicini di casa Deirdre e Pieter si sono sposati. È stata una cerimonia bellissima, lei con il classico abito bianco, lui e i testimoni in un impeccabile completo scuro. La cerimonia e la festa si sono tenuti in un mulino, poco fuori Dublino, una giornata passata tra lacrime (di gioia), brindisi con bevute clamorose e balli per celebrare l'amore, l'amore tra due persone che decidono di condividere le proprie esistenze e le proprie risorse.
Io e Edu siamo rimasti sorpresi e commossi, quando proprio Mary, la mamma della sposa, dopo aver tolto un fiore dal bouquet della figlia, è venuta verso di noi e porgendocelo, ha detto: "Ragazzi, questo rosa è per voi, perché voglio confermare tutto quello che mia figlia e mio genero pensano di voi, siete una coppia unita e generosa, sempre disponibile, siete gli amici e vicini di casa che ognuno vorrebbe, ma che pochi meritano e dato che sono una tradizionalista che crede nell'amore, mi dovete fare una promessa, lo so che siete già uniti civilmente, ma voi due siete destinati al matrimonio e ovviamente voglio essere la prima ad essere invitata... promettete?".
Si, Mary te lo promettiamo e tu sarai l'invitata d'onore, insieme alle nostre famiglie. E, se ci riusciamo, vorremmo sposarci proprio il 23 maggio, il giorno dell'uguaglianza, il giorno che l'Irlanda ha restituito alla parola "amore" il suo significato integro e rivoluzionario.