
...Vabbè
in Italia non succederà mai...Forse no!...ma di fatto un senso di
disagio, un sentore di essere giudicato e non accettato, mi sta
contaminando e rovinando, tutta quell'energia morale e psichica,
positiva e frizzantina che dovrei avere in questi giorni.
Ok,
mi spiego meglio... domani parto per Tokyo, una vacanzetta in bassa
stagione che io e Edu abbiamo cercato e voluto.
Edu
partirà da Dublin (perchè come sapete lavora li) e io parto da
Fiumicino con la mitica ed economica compagnia aerea
Aeroflot-Russian Airlines che è per il 51% dello Stato, lo stesso
Stato che ha varato l'omofoba legge.
Questa
esperienza mi pone delle domande; Durante il volo come mi devo comportare? Se parlo
con il vicino di posto e mi chiede se sono sposato, cosa devo
rispondere? Se, sempre il fantomatico vicino di posto mi chiedesse
cosa sto ascoltando dall' i-pod....posso rispondere: ascolto Madonna?
Se, mentre faccio scalo a Mosca (ci devo stare circa tre ore), preso
dalla nostalgia volessi lasciare un messaggio alla segreteria
telefonica di Edu, tipo: Eduardo, amore mi manchi, non vedo l'ora di
abbracciati. E vengo ascoltato da un poliziotto russo che capisce
l'italiano, riuscirò a cavarmela solo con una multa?...Adesso che ci
penso, una cosa mi devo assolutamente ricordare di NON fare, mentre
seduto all'aeroporto di Mosca, aspetto la connection per Tokyo, non
devo assolutamente accavallare le gambe, una postura così sfacciatamente femminile, potrebbe essere scambiata per un atto estremo di propaganda gay e mi porterebbe dritto dritto in carcere.
Vista così c'è
molto da ridere...ma anche poco da ridere.
Alle sorelle e ai fratelli omosessuali russi, per quel che vale, va tutta la mia solidarietà e una speranza; Che al più presto, gli organi mondiali per i diritti umani, inizino a fare qualcosa di concreto o questa sabbiamobile finirà con l'inghiottirci tutti, dopotutto è iniziata così anche il secolo scorso.
Alle sorelle e ai fratelli omosessuali russi, per quel che vale, va tutta la mia solidarietà e una speranza; Che al più presto, gli organi mondiali per i diritti umani, inizino a fare qualcosa di concreto o questa sabbiamobile finirà con l'inghiottirci tutti, dopotutto è iniziata così anche il secolo scorso.
Fedor Dostoevskij scriveva nel 1869
“La compassione è la più importante e forse l'unica legge di vita dell'umanità intera.”
“La compassione è la più importante e forse l'unica legge di vita dell'umanità intera.”