
A Dublino abitiamo in affitto, in una piccola e tipica casa a schiera vicino al centro, posta
su una collinetta, e dal giardino si gode una vista strepitosa,
appena entrati, ho tolto un po di quadri , sostituendoli con altri,
piccole varianti estetiche sparse dappertutto e ci è andata bene
così per un po, ma con il tempo le cose e le esigenze si sono accumulate, prima ci
abitava un vecchietto solo e spartano, che con la crisi è andato a
convivere con la sorella, quindi i pochi mobili che erano
sufficienti per lui, a noi bastavano giusto per le mutande e i
calzini. Il nostro spirito di adattamento e il senso di provvisorietà
ha fatto si che specialmente la camera da letto si trasformasse in
una specie di magazzino di ricettatori, c'era di tutto; materiale
elettrico vicino a camicie di sartoria, libri vicino ai maglioni,
cinte e cappelli insieme a una trentina di occhiali 3D ( ogni
volta che andiamo al cinema, ci ricordiamo di averli dimenticati a
casa, solo quando stiamo davanti la cassa...e così ne compriamo
sempre di nuovi).
Quindi un giorno, mentre ero
seduto sul divano ad ascoltare musica, ho avuto una illuminazione,
prima di un anno Eduardo non sarebbe tornato a Roma e la casa stava
per arrivare al punto di non ritorno, necessitava di un set-up
urgente, urgentissimo, a meno che, non volevamo finire su quelle
trasmissioni TV tipo "Case da incubo" dove due brave signore ti
aiutano con bicarbonato e succo di limone a pulire e riordinare tutta
casa, non prima averti umiliato a dovere, per la gioia dei
telespettatori.
Edu, a prescindere dalla sua
sorprendente mente matematica, che analizza flussi e algoritmi alla
velocità della luce, ha lo stesso senso pratico di una qualsiasi
bionda ereditiera californiana, se gli passo un cacciavite, crede che
sia una buffa penna stilografica, se vede un martello pensa ad un
fermacarte di design, quindi coinvolgerlo nel bricolage domestico,
sarebbe come farsi aiutare da un vegano a preparare l'arrosto di
natale....dopo averlo costretto prima, ad uccidere il vitello
ovviamente.
...E così una mattina, appena ha
chiuso il portoncino di uscita, per andare in ufficio, ho iniziato
metro alla mano a prendere misure, annotandomi su un foglio numeri e
idee, io a differenza sua, non riesco nemmeno a ricordarmi tutte le
provincie Italiane, ma mi riconosco un vero talento pratico, dovuto
anche al mio lavoro di scenografo e costumista.
Dopo quattro ore io e la mia amica Bea
eravamo già di ritorno dall' Ikea, con il suo macchinone carico di
mobili smontati, avevo circa sei ore prima che Edu tornasse...
via la vecchia e microscopica cassettiera, via il piccolo
mobiletto del bagno, via la panchettina del televisore, via altra
roba che non serviva.... insomma dopo ore passate ad avvitare, inchiodare,spostare, svuotare e ririempire, avevo montato, scaffali nuovi per
maglie, maglioni e lenzuola, mensole nuove e capienti per creme, bagnischiuma e Phon ecc ecc., un nuovo posto per Tv e DVD, che non
sono più accatastati alla rinfusa ma inseriti in scatole catalogate,
un nuovo comò per la camera da letto e l'indispensabile mobile per
la cucina, mancava poco al suo rientro, mi feci una doccia e con i
muscoli doloranti e pieni di acido lattico mi misi ad aspettarlo.
La casa sembrava grande il doppio e si
respirava un aria di soddisfazione e calma, quando Edu rientrò, ebbe
la reazione che mi aspettavo e che speravo.
Felice sorpreso e rigenerato fece un
giro della casa, gli occhi erano lucidi e pieni di gratitudine,
arrivati in camera da letto, mostrandogli l'ordine che regnava nella
stanza, pronunciai la tipica frase di circostanza “Ogni cosa al
suo posto e un posto per ogni cosa !”
....“Già, ogni cosa al suo posto!” disse lui spingendomi sul letto...poi buttandosi sopra di me mi abbracciò stretto stretto e con voce eccitata mi sussurrò “...e un posto per ogni cosa” e mentre mi baciava, ridendo tra me e me pensavo, “Beh! La sorpresa deve proprio essergli piaciuta....tanto!”.
....“Già, ogni cosa al suo posto!” disse lui spingendomi sul letto...poi buttandosi sopra di me mi abbracciò stretto stretto e con voce eccitata mi sussurrò “...e un posto per ogni cosa” e mentre mi baciava, ridendo tra me e me pensavo, “Beh! La sorpresa deve proprio essergli piaciuta....tanto!”.